Polestar: alla vigilia della presentazione del suo secondo modello, la storia di una scuderia diventata brand

22.02.2019

Il 27 Febbraio verrà presentata ufficialmente la Polestar 2, un elettrica pura ad alte prestazioni che dovrebbe, a differenza della ibrida plug in 1, collocarsi in una fascia di mercato più accessibile, pur rimanendo un prodotto raffinatissimo. Se il primo modello realizzato come marchio indipendente era infatti una elegantissima coupé da ben 600 CV e prezzo di 140.000 Euro, la 2 sarà invece una 4 porte da 400 CV con un'autonomia di circa 450 km. In pratica una rivale perfetta per Tesla Model 3, rispetto alla quale dovrebbe avere anche un prezzo leggermente inferiore. Se per dettagli e informazioni precise occorrerà aspettare ancora qualche giorno, è sulla storia della nascita di questo nuovo brand che voglio soffermarmi, in quanto rappresenta un caso piuttosto singolare. Polestar nasce nel 1996 come team di Motorsport creato per correre nel Campionato Turismo Svedese. Le vetture erano realizzate su base Volvo 850. Dal 2009 Polestar si divide in un comparto Racing che continua l'attività sportiva ed uno Performance creato per la realizzazione di componenti ed accessori sportivi per le Volvo stradali. Nel 2011 e nel 2012 i primi concept di vetture Volvo Polestar, una C30 ed una S60, preludio dei primi modelli di serie collocati al top della gamma 60 di Volvo per prestazioni e sportività. Nel 2017 Polestar diventa un brand a sé stante creato con la mission di realizzare la perfetta combinazione tra l'anima sportiva e superprestazionale delle origini, declinata però in chiave elettrificata.

 Il primo modello, la coupé che riprende i dettami stilistici puliti e raffinati tipici delle nuove Volvo, porta al debutto il nuovo logo identificativo ed una motorizzazione ibrida plug-in con 150 km di autonomia in elettrico. Alla seconda vettura che farà il proprio debutto davanti al pubblico del salone di Ginevra, seguirà anche una SUV. Interessante la scelta di creare un brand indipendente, piuttosto che un comparto sportivo Volvo, sulla falsariga di quanto fanno i colossi tedeschi con le varie M, RS e AMG. A livello comunicativo, guardando la scelta con occhi "europei", forse l'operazione è di più complessa comprensione, mentre a livello globale e per i mercati emergenti, oramai diventati trainanti per tutto il comparto, ed ancor di più in tema di elettriche, può avere le sue giustificazioni. Inoltre, sostenendo da sempre che la storia di un brand rappresenta il suo valore più grande, non si può non considerare che di storia, sebbene piuttosto recente e forse nota ai soli appassionati, il nome Polestar può ben fregiarsi.

Marco Fasoli